Ferme tutte le attività sportive per l’emergenza sanitaria legata al COVID-19, è tempo di considerazioni molto importanti in casa del Potentia calcio a 5. A parlare nell’ordine il presidente del Potentia Antonio De Leonardis, poi il direttore tecnico dello stesso club Mimmo Telesca ed infine il responsabile dell’Academy del Potentia Peppe Telesca. Queste le parole del presidente del Potentia Calcio a 5, Antonio De Leonardis, che fa il bilancio di una stagione che tra campionato di serie C1 e le tante attività giovanili non dovrebbe concludersi normalmente a causa del perdurare dell’emergenza.

«Abbiamo cercato di creare, tramite la fusione di tre sodalizi cittadini quali Real Potenza, Shaolin Soccer e Sport Five, una realtà sportiva solida con dei principi sani e rivolta a chi, come tutti i componenti dell’unione, ha la passione per lo sport e per lo spirito di aggregazione. Nonostante i grandi sacrifici sostenuti, da quelli logistici a quelli economici – spiega il presidente del Potentia calcio a 5 Antonio De Leonardis - mi ritengo soddisfatto di quanto realizzato e di avere, anche se la stagione si è interrotta a febbraio e non si è conclusa, perseguito l’obiettivo di base che ci eravamo posti, vale a dire far crescere, tramite lo sport, i giovani della città di Potenza che hanno aderito al nostro progetto. Purtroppo ci troviamo ad affrontare una situazione inaspettata che mette in secondo piano l’aspetto puramente sportivo a favore di quello sociale, non so cosa ci aspetta in futuro ma di sicuro riproveremo a dar seguito a quello che abbiamo messo in piedi. Spero solo che, quando tutto sarà passato, le istituzioni dello sport e chi ci ha sempre sostenuto, possano continuare a farlo. Questo lo analizzeremo nel momento in cui tutto questo dramma sarà passato e non ci saranno più pericoli di contagio. Siamo giovani e non dobbiamo avere fretta, abbiamo tutto il tempo per ripartire con una ventata di entusiasmo nuovo. Ci auguriamo che il tutto si risolva e ne approfitto per abbracciare virtualmente tutti i nostri collaboratori, atleti, avversari e tutti coloro che girano intorno al nostro mondo».

Queste, invece, le considerazioni del Direttore Tecnico del Potentia Calcio a 5, Mimmo Telesca in merito alla situazione attuale. «E’ un momento difficile per l’essere umano, ci troviamo difronte un nemico invisibile e dobbiamo sperare e confidare che quest’ incubo finisca subito. Abbiamo subito deciso di sospendere le attività sportive per evitare guai e contagi, con grosso dispiacere – sono le parole di Mimmo Telesca - abbiamo aderito al programma di integrazione sociale di Sport e Salute del CONI per dare la possibilità a tutti di praticare sport e ci è dispiaciuto molto essere stati costretti a sospenderlo a causa dell’epidemia. Ma non ci fermeremo davanti a questo, dobbiamo reagire ed infondere nei nostri ragazzi uno spirito positivo anche in modalità diverse da quelle normali. Manteniamo rapporti virtuali con tutti i gruppi sportivi quotidianamente, cerchiamo di organizzare giochi, cerchiamo di stimolarli nello svolgere attività motorie domestiche, per coinvolgerli e rimanere vicini in questo momento di grande difficoltà. Nel fare questo – prosegue Mimmo Telesca - non solo trasmettiamo un messaggio positivo ma soprattutto riceviamo un feedback di grande partecipazione sia da parte dei bambini che da parte dei genitori, in definitiva ho come la sensazione che le attività non sono mai state sospese. Questo è lo spirito con il quale dobbiamo ripartire. Colgo l’occasione per stringere tutta la grande famiglia del Potentia con la quale rimaniamo in contatto quotidianamente».

Infine questa è l’analisi del Responsabile dell’Academy del Potentia, Peppe Telesca che si pone molti interrogativi. «Si è fermi quando si ferma la formazione! Ebbene si, siamo immobili ad aspettare che tutto faccia il suo corso restando speranzosi in un futuro roseo, migliore, e che venga vissuto con delle prospettive diverse da quelle vissute finora – spiega Peppe Telesca - Ci sarà una nuova epoca sportiva e calcistica? Per il momento siamo a casa, ci aggiorniamo, facciamo meeting online con gli appartenenti alla categoria, proponiamo qualche diversivo da far praticare ai nostri allievi ma siamo veramente pronti alla sdrammatizzazione dell’attività di base? Riusciremo ad essere promotori in tempo di pace di attività complementari alla pratica dello sport? Perché pensare solo quando siamo reclusi al fatto che bisogna colmare dei gap di derivazione profonda? Perché la scuola deve avere il programma online più avanzato per far collegare i nostri studenti quando la stessa scuola non dedica una palestra agli stessi dove far praticare lo sport che sia funzionale alla crescita dell’individuo e/o dell’atleta? Perché non pensare che il tempo per lo sport, che è lo stesso dell’aggregazione sociale sia poco e va ampliato? Perché non pensiamo che al bambino in formazione la cosa che manca di più in questo periodo rinchiusi in casa è lo sport in tutte le sue sfaccettature? Perché non pensare a richiedere e pretendere da noi addetti ai lavori che l’insegnante di educazione fisica debba essere tale piuttosto che un insegnante diverso? Del resto non porteremo mai un nostro figlio a ripetizioni di inglese da un insegnante di matematica. Ed infine, perché non esigiamo che gli istruttori delle scuole calcio siano abilitati e che non continuino il cattivo lavoro che già vivono nella quotidianità scolastica? Perché pensiamo che il nostro figlio debba essere per forza di cose un calciatore allenandosi solamente due ore settimanali una tantum? Il tempo perso deve essere recuperato ma con una prospettiva diversa, attenuando i contenuti eccessivamente agonistici delle manifestazioni per i più piccoli, sperimentando un'attività motoria apposita per i primi calci (6-8 anni) e progressivamente affermando l'impostazione ludico-formativa dei tornei pulcini (8-10 anni). Per il resto delle categorie ampliare le ore di formazione implementando lezioni con professionisti complementari del settore della psicologia e dell’alimentazione per esempio. La grande espansione fatta registrare dal Settore Giovanile e Scolastico, se deve giustamente inorgoglire tutti coloro che in varia misura, a livello centrale o periferico, hanno contribuito a questa crescita, non può né deve essere considerata un traguardo, ma semmai un punto di partenza per il raggiungimento di nuovi obiettivi che, soprattutto sul piano qualitativo, il settore è sicuramente in grado di conseguire nel futuro più o meno immediato. Ma le cure più attente ed assidue dovranno essere dedicate all'opera di formazione degli operatori di calcio giovanile, siano essi tecnici che dirigenti o gli stessi genitori – spiega ancora Peppe Telesca - Molto si è fatto, e si dovrà continuare a fare, per mettere a disposizione delle società tecnici specializzati, sempre più qualificati; in via di sviluppo è anche l'attività di formazione dei dirigenti, che dovranno essere stimolati ed aiutati a svolgere con sempre maggior consapevolezza il proprio ruolo. Dall'opera di qualificazione degli operatori del settore non potrà che derivare un miglioramento della pratica sportiva dei giovani calciatori e della loro formazione di uomini e cittadini, a tutto vantaggio non soltanto del movimento calcistico, ma della società del domani».

Sezione: Futsal / Data: Dom 05 aprile 2020 alle 17:00 / Fonte: Potentia Calcio a 5
Autore: LS24 Redazione
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